A quasi diciassette anni dalla scomparsa di Michael Jackson, il patrimonio del Re del Pop torna ad accendere i riflettori delle aule giudiziarie di Los Angeles. Questa volta a muoversi è la figlia ventottenne Paris Jackson, determinata a sbloccare una situazione che dura ormai dal 2009. Con un’istanza depositata lo scorso 29 ottobre, Paris ha chiesto formalmente a un giudice di autorizzare il trasferimento di 600 milioni di dollari dall’asse ereditario al Michael Jackson Family Trust, il fondo destinato a garantire il futuro economico suo e dei fratelli, Prince e Bigi.
Pur indicando la cifra di 600 milioni, la cantante ha lasciato al tribunale la discrezionalità di stabilire un importo differente, sottolineando però un dato centrale: a quasi due decenni dalla morte del padre, il trust familiare non è stato ancora effettivamente finanziato. Secondo la ricostruzione presentata dai legali di Paris, il patrimonio di Michael Jackson avrebbe generato miliardi di dollari negli ultimi anni grazie a mega-accordi commerciali, diritti d’autore e cessioni strategiche di beni. Nonostante questo flusso di entrate record, le risorse destinate ai tre figli non sono mai arrivate a destinazione.
I manager dell’eredità contestano fermamente la posizione di Paris. La linea della difesa sostiene che l’operazione non possa essere completata a causa di diverse questioni legali e fiscali ancora pendenti, che imporrebbero di trattenere le somme a garanzia delle pendenze del patrimonio. La palla passa ora al giudice di Los Angeles, chiamato a decidere se sbloccare la maxisomma o dare ragione agli esecutori testamentari.